Suore, avvocati e bufale a 180 all'ora

Scheda B.4.01 - Inserimento: 7.2009 - Autore: m.r.
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Questa è la più incredibile débacle del giornalismo italiano. Abbiamo già mostrato falsi scoop inventati di sana pianta: uno lo si vede nella SCHEDA A.1.03 - IL MORTO DI FAME IMMAGINARIO. Ne sono sempre esistiti e sempre ne esisteranno.

Ma qui si tratta di centinaia di articoli-bufala con un'unica origine che nessuno ha mai controllato. Per anni.

Alla base di questa storia c'è un avvocato... con un forte senso della notizia, con una straordinaria attitudine a mandare comunicati stampa sui suoi clienti veri o presunti, avendo il presumibile intento di crearsi una notorietà (come peraltro capita spesso tra gli avvocati: essere citati dai giornali è un interesse pubblicitario come un altro...).
Ma qui non parliamo di lui. E' persino possibile che almeno parte dei suoi straordinari "Comunicati stampa" abbia un fondamento: non lo sappiamo perchè ci è impossibile ricontrollare a ritroso la marea di "notizie" da lui generate, e abbiamo difficoltà a verificarlo anche perchè non riusciamo a contattarlo. Se avrà qualcosa da dire la pubblicheremo.

Non di questa incredibile "fonte di notizie" parliamo qui. A noi qui interessa vedere cosa succede in tutto il sistema mediatico dopo che in uno dei suoi gangli di base (Agenzie di stampa) è stata imbucata una fanfaluca inverificabile.
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COMINCIAMO DALLE SUORE MULTATE
18 luglio 2009: a partire dalle 15,30 tutte le Agenzie battono la notizia di tre suore fermate in autostrada tra Torino e Aosta perchè correvano a 180 all'ora per correre dal Papa in ospedale. Qui sotto i lanci ANSA, AGI e ADNKRONOS.
ATTENZIONE:
le suore non sono identificate, e dunque nessun giornalista è in grado di contattarle.
E praticamente nessuno prima di pubblicare chiede alla Postrada una conferma, nè una conferma agli avvocati citati nei 'lanci: i romani Anna Orecchioni e Giacinto Canzona.

Eppure i lanci provocano un'ondata di articoli che raramente citano come firma l'Agenzia da cui è stata tratta la notizia, ma presentano i pezzi come una propria produzione... rielaborando i lanci in modo puramente letterario, persino aggiungendo virgolettati o aggiungendo elementi immaginifici.

La ricerca con la stringa "suore multate" nelle News di Google restituisce 23.700 articoli, tutti integralmente basati su questi lanci, i quali a loro volta non fanno che rilanciare un unico "Comunicato stampa" dello studio legale che asserisce di tutelare le suore.
Per vedere meglio queste eleborazioni... letterarie, si veda ad esempio qui: REPUBBLICA, GIORNALE, GAZZETTA DI PARMA, ecc.
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'AVVENIRE' INTUISCE: E' UNA BUFALA...
Il troppo stroppia: un'altra notizia che mette in cattiva luce delle religiose?
Nella redazione di Avvenire qualcuno ricorda che pochi giorni prima si parlava di una neo-suora di cui erano state pubblicate foto piccanti su Facebook, di un sacerdote beccato a guidare ubriaco perchè aveva fatto 4 messe di seguito... E allora parte il primo controllo, in parallelo -va aggiunto- a quello dei cronisti de IL GIORNALE.

In un minuto e mezzo L'AVVENIRE scopre (1) che dietro queste storie ci sono sempre gli stessi avvocati: Anna Orecchioni e Giacinto Canzona. E (2) scopre che alla Polizia non risulta niente.
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Come replicano i legali
che hanno dato la "notizia" ?

Dicono che è tutto vero, ma di fatto non permettono di controllare nulla. Arrivano a contestare la smentita della Polstrada suggerendo che si è trattato della Polizia 'normale', ma... in autostrada.

E qui sta il bello: qualunque professionista con un minuto e mezzo di tempo avrebbe notato la stranezza della assoluta inverificabilità (o difficilissima verificabilità) della notizia. Noi stessi cercando in alcune sedi Polstrada lungo il tracciato Torino-Aosta abbiamo solo trovato stupore, ma nessuno che potesse dirci quale Comando sapeva rispondere. E i legali sanno bene che, chiedendo in sede nazionale alla Polizia, difficilmente qualcuno può dare conferma di una certa multa di una qualche pattuglia... visto anche che sui verbali "non viene espressamente riportato lo 'status' di appartenenza a un ente ecclesiastico" da parte del multato...

E poi a partire dal giorno dopo, manco le suore sono ipoteticamente rintracciabili: i legali sono romani, le suore torinesi li avevano "contattati per telefono", ma poi "hanno spento il telefonino", e in più i legali non possono rispondere a nome loro "senza prima sentire gli interessati per il consenso".

Queste successive interviste sono uno spettacolo.
:-)

Ecco le risposte a IL GIORNALE
(cliccare qui per leggere il testo integrale):
E queste sono le risposte a L'AVVENIRE
(clicca qui per leggere il testo integrale):

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E TUTTE LE ALTRE "NOTIZIE" ?!?
La stessa struttura di notizie particolarissime ma praticamente inverificabili si scopre poi in molte altre 'informazioni' lanciate alle agenzie dall'avvocato Canzona spesso insieme alla collega Orecchioni, che sono romani ma dicono di ricevere chiamate da tutta Italia (le suore, ad esempio, sarebbero piemontesi).

Ecco qualche esempio.... COMINCIANDO DA UNA INCREDIBILE SERIE DI NOTIZIE 'RELIGIOSE'
15 luglio 2009

LA SUORA NUDA SU FACEBOOK





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27 giugno 2009

MULTATO IL PRETE UBRIACO
...DI VIN SANTO DELLE MESSE





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13 giugno 2009

MULTATO IMAM UBRIACO NONOSTANTE IL CORANO





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17 agosto 2008

INGEGNERE DI 36 ANNI CHIEDE
PAGHETTA DA 2.000 EURO AL PAPA'





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15 marzo 2009

RECORD NAZIONALE DI MULTE:
3 AUTOVELOX IN 12 MINUTI




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Questi sono solo alcuni esempi. Altri a caso:

  • RAGAZZA CHE CELEBRA L'ADDIO AL CELIBATO CON UNO SPOGLIARELLISTA CUBANO,

  • SPOSINI IN VIAGGIO DI NOZZE MA COL MARITO CHE TRADISCE CON UN'ALTRA NEO-SPOSA,

  • GIAMPIERO GALEAZZI CONDANNATO PER AVER DATO DEL 'TERRONE' AL PORTINAIO,

e così via, come segnala ora il Secolo XIX  (leggibile qui)

Per chi vuole approfondire suggeriamo la ricerca con la stringa "Giacinto Cantona" sia su Google (circa 23.000 risultati), che sulla sezione News (4 pagine di risultati con almeno 200 articoli). Alcuni quotidiani offrono la ricerca in archivio.
Ripetiamo che non affermiamo in nessun modo che tutte le notizie rilasciate da questi legali sono false. In alcune abbiamo visto elementi riscontrabili, ma sono talmente tante che in questa sede è impossibile una verifica sistematica. In altra parte sono... informazioni quasi accuratamente inverificabili senza la collaborazione dei propalatori.

E' certo però che in ogni caso sono bufale giornalistiche per () la incertezza, la () mancanza di riferimenti, () nomi, () atti e dati verificabili, () l'alto livello di improbabilità, () l'assurdità di certe sequenze, eccetera. Non è giornalismo: è affabulazione approssimativa e dilettantistica.

Queste persone hanno per così dire sfruttato le debolezze del sistema (anche -va detto- con creatività e capacità di gestire i fattori di notiziabilità), e paradossalmente hanno anche un grande merito: hanno messo a nudo la follia di un sistema mediatico che ha abbandonato regole basilari per la professione. Sopra tutte, la verifica. Ma anche il riferimento alle fonti, l'autonomia dai 'fornitori di notizie', il rispetto del lettore, l'accuratezza, e così via.

IL re è nudo. Ed è impressionante toccarne con mano le voragini deontologiche.

Vogliamo chiudere questa prima parte con un sorriso... consolatorio?

Consoliamoci: non stiamo parlando solo del sistema mediatico  italiano. E anzi, l'era di internet ha accelerato e globalizzato il copincollismo planetario.

E gli avvocati Canzona e Orecchioni hanno 'fatto notizia' in Europa.
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E ORA SMETTIAMO DI SORRIDERE
Abbiamo inserito questa scheda nella sezione 4 della Mappa B, dedicata alle 'Bedtime stories', cioè alle favolette leggere, perchè questa incredibile vicenda ha un forte connotato "di colore", come si dice nelle redazioni.

Cioè si tratta di bufale leggere, più o meno di costume, spesso stagionali: "bufale estive", come ha scritto il Secolo XIX.

Non ci sono scuse, da un punto di vista professionale: il sistema è gravissimamente deviato. Ma possiamo almeno consolarci sperando che  le voragini deontologiche siano confinate a questi ambiti apparentemente poco importanti?

No. Stiamo parlando di gravi deviazioni sistemiche anche su temi seri, importanti, basilari per farci un'opinione e di questioni gravi: il fenomeno non avviene per 'leggerezza' ma per bias. Per pregiudizio.

Ecco un esempio degli stessi giorni dell'ultima sortita della coppia Orecchioni-Canzona, al confronto del quale la bufala delle suore multate fa persino tenerezza. LO SCEGLIAMO PROPRIO PER LA CONTEMPORANEITA'.
Senza nessun motivo apparente, senza nessuna novità fattuale rispetto a quanto già uscito e smentito molte volte, senza alcuna prova aggiuntiva ecco, negli stessi giorni delle 'suore multate' una nuova fiammata mediatica planetaria sugli abusi israeliani a Gaza.

A destra un esempio tra migliaia possibili di un servizio in Italia (La Stampa, pagina 18), e a sinistra la fonte: il sito www.breakingthesilence.com: un sito pacifista israeliano che da sempre è impegnato nella denuncia  dell'esercito del proprio Paese.



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L'inaffidabilità della fonte è data non solo dalla sua () dichiarata parzialità politica, ma anche e soprattutto dal fatto che () non offre alcuna prova delle sue affermazioni. I suoi () testimoni sono anonimi, i () video mascherati, spesso si tratta di () dichiarazioni di seconda e terza mano, a volte di () palesi esagerazioni incongruenti.

Le sue affermazioni si ripetono nonostante inchieste e smentite (parliamo di metodi abituali, non di casi eccezionali), e se è perfettamente accettabile che un gruppo 'di parte' possa tenere coperte le proprie fonti per proteggerle, è però inammissibile che il Giornalista Collettivo non vada a verificarle garantendo lo stesso anonimato.

C'è di peggio. Tutta la campagna di metà luglio è stata costruita contemporaneamente in tutto il mondo sulla base di mere affermazioni incontrollate (come la storiella della suora), ma -per bias, pregiudizio- accompagnate da altre sottilissime tecniche di sostegno.

Un solo esempio: si legga l'episodio più grave di cui l'Esercito israeliano è accusato: l'uso di civili come scudi umani. E' nel titolo, nel testo e nei richiami: sarebbe la tecnica della 'Neighbor procedure' (sic), con la quale sembra che un civile palestinese (chiamato sprezzantemente 'Johnny') sia stato usato per aprire la porta di una casa sospetta.

Questa pratica sarebbe stata "usata in grande stile a Gaza" sei mesi fa. Il video di 'testimonianza', anonimo e mascherato, su un singolo caso presunto, invece è datato 2002.


NIENTE VERIFICA = NIENTE RESPONSABILITA': PONZIOPILATISMO ? NON SOLO...

La tecnica di base è la stessa: non verificare, pur facendo mostra di apparire neutrali, e inserendo magari anche testimonianze opposte. Sembra una tecnica da Ponzio Pilato, ma in realtà è evidente che () l'impatto dei titoli, () delle immagini, () del sottinteso e () della prevalenza del testo 'di parte' danno un forte risultato di mistificazione.

Perchè questo è un tema che ci pare particolarmente sconvolgente? Perchè a proposito di scudi umani a Gaza, quindi di drammi sui quali è disumano ogni sfruttamento politico, chi ad esempio legge la nostra scheda A.3.04 L'ESERCITO FANTASMA e ha la pazienza di arrivare fino in fondo, vede vere e verificate informazioni (di pochi giornalisti italiani sul posto, indipendenti e con testimoni diretti) sull'uso rabbioso e sistematico da parte delle organizzazioni terroristiche della popolazione come scudi umani. Quella povera gente è cioè prigioniera tanto dei terroristi, quanto del pregiudizio politically correct che caratterizza quell'informazione che viola le regole deontologiche più elementari.

Altro che suorine multate e storielle estive: l'abbandono di regole basilari del giornalismo è anche finalizzato al ribaltamento del reale nel nome del pregiudizio ideologico.
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UNA NOTA FINALE: ABBANDONARE LE REGOLE APRE LA PORTA ALLO SFASCIO

Perchè questo è un tema particolarmente sconvolgente? Restiamo agli esempi fatti nella scheda: perchè a proposito di scudi umani a Gaza, quindi persino nel caso di un dramma sul quale è disumano ogni sfruttamento politico, chi ad esempio legge la nostra scheda A.3.04 L'ESERCITO FANTASMA e ha la pazienza di arrivare fino in fondo, vede vere e verificate informazioni (di pochi giornalisti italiani sul posto, indipendenti e con testimoni diretti) sull'uso rabbioso e sistematico da parte delle organizzazioni terroristiche della popolazione come scudi umani. Quella povera gente è cioè prigioniera tanto dei terroristi, quanto del pregiudizio politically correct che caratterizza l'informazione che viola le regole deontologiche più elementari.

Altro che suorine multate e storielle estive: anche questi casi così diversi e occasionalmente contemporanei, ci ricordano che l'abbandono di regole basilari del giornalismo è spesso finalizzato al ribaltamento del reale nel nome del pregiudizio ideologico.
Non verificare in questi casi sembra giustificare l'uso apparentemente neutrale dei 'resoconti-con-due-versioni'.

Ma è a quel punto che entrano in ballo i molti
META-SEGNALI
che indirizzano il lettore con altrettanta e maggiore potenza della parola scritta: la disposizione in pagina, l'uso delle immagini, le spinte all'emotività, ecc.

In quella stessa pagina abbiamo un buon esempio di come si pompa una bufala e si nascondono verità (terroristiche) scomode...
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