Salvataggio o messinscena?

Scheda B.3.04 - Inserimento: 15.9.2009 - Autore: m.r.
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...perchè speriamo di sbagliarci. Speriamo che quel "salvataggio" nel mare agitato "che non permette il trasbordo" non sia stata una messinscena per la quale sono stati usati dei miseri emigranti, e soprattutto dei poveri bambini spaventati. Guardateli piangere.

Chiediamo alla Rai e alla Guardia Costiera di smentirci. Ne saremo felici e pubblicheremo volentieri ciò che ci risponderanno. Intanto registriamo l'interrogazione parlamentare che mostriamo in fondo, come aggiornamento.

Il telegiornale è il TG1 delle ore 20 del 9 settembre. Abbiamo ricevuto la segnalazione da un visitatore e pubblicato la scheda il 15 settembre. Pubblichiamo eventuali smentite o spiegazioni in fondo alla scheda.

CHIEDIAMO DI ESSERE SMENTITI...
Questo servizio è stato trasmesso dal TG1 delle 20, di mercoledì 9 settembre 2009.
Ci è stato segnalato immediatamente da un giovane visitatore del sito, ma per motivi tecnici siamo riusciti a rintracciarlo solo qualche giorno dopo.

Pubblichiamo sotto il testo del servizio giornalistico.

CLICCA QUI OPPURE SULL'IMMAGINE A DESTRA PER VEDERE IL FILMATO ORIGINALE.
TESTO DEL SERVIZIO RAI
TG1 delle ore 20 (9 settembre 09)
Servizio: Laura Mambelli
Montaggio: Walter Mizzoni
Documentazione: Dante Iannuzzi

VIDEO


ANALISI
TESTO ORIGINALE:

La barca a vela era incagliata dalla notte scorsa al largo di Africo, a 50 metri dalla costa calabrese. A bordo 35 immigrati: turchi, afghani, iraniani.Tra loro 3 bambini.



1.
Nessun gommone o imbarcazione di fortuna: una buona barca a vela che pare ancorata (si vedrà poi che forse è al centro di una piccola rada).
La barca ha la velatura ripiegata e espone sul pennone la bandiera italiana.
La giornalista dice "al largo", poi specifica che si tratta solo di 50 metri dalla costa: si veda il punto 5.
Le condizioni del mare non permettono il trasbordo su altre imbarcazioni…

2.
Il mare è assolutamente piatto.
In tutte le riprese non appaiono onde di nessun genere.
Le uniche leggere increspature dell'acqua sono date dai vortici creati dalle pale dell'elicottero. La barca a vela beccheggia tranquilla, come nel centro di un'insenatura (v. 5).
…e la Guardia Costiera invia un elicottero.

3.
Gli elicotteri sembrerebbero 2: quello che appare in video, e quello (Rai o Guardia Costiera?) da cui viene ripreso. Un visitatore ci dice (sotto) che la 2ª ripresa avviene da terra. Molte riprese avvengono sull'elicottero "di soccorso".
Nell'attimo in cui si parla dell'elicottero appare a sinistra anche un'imbarcazione: è tenuta lontana dalla scena televisiva?
Il soccorritore ora ha tra le braccia un bambino, riesce a mettergli il salvagente. Deve nuotare facendo attenzione a che il piccolo non beva, gridandogli parole di incoraggiamento nel rumore assordante dell'elicottero. ...

4.
La giornalista carica emozionalmente la scena come se fosse presente.
Lo era? Può testimoniare direttamente ciò che parrebbe aver visto?
Oppure -per ovvie prassi di lavoro- sta imbastendo una specie di script su un filmato prodotto da altri, ma che a quesyti altri NON è attribuito?
(Il soccorritore) Raggiunge il cavo del verricello, imbraca se stesso poi il bambino. Insieme vengono issati a bordo. Con tutto il corpo -vedete?- l'uomo lo abbraccia, spingendolo con le gambe verso l'interno.



5.
Per due decimi di secondo (probabilmente un taglio mal fatto) nell'angolo in alto a sinistra è inquadrato quello che sembra l'imbocco di una piccola insenatura, che spiegherebbe anche il mare piatto.
Questo spiega anche perchè la distanza reale dalla costa è di poche decine di metri.
Ora è di nuovo in mare, prende una bimba di pochi anni, forse 4, col velo sul capo: guardate come sta attento a tenerla il più possibile alta sul pelo dell'acqua; come continuamente si giri a controllare che la testa resti fuori. Il pilota dell'elicottero intanto mantiene il velivolo a distanza di sicurezza perché lo spostamento d'aria può far  capovolgere la barca. La bimba è in salvo. Ma esita a staccare le braccia dal soccorritore: a bordo piange, viene accarezzata e consolata.

6.
Ancora drammatizzazioni, e una sequenza chiaramente impostata con le carezze alla bimba spaventata.
La bimba appare realmente spaventata: se -come queste scene impostate inducono a pensare- si tratta di una messinscena, questo è l'aspetto più grave.
Nei minuti successivi, mentre ancora una bambina verrà issata a bordo, un'imbarcazione della Guardia Costiera riuscirà ad avvicinarsi alla barca, evitando gli scogli.

7.
Il mare agitato o pieno di scogli dopo pochi minuti non è più un ostacolo? Cioè prima si lancia un elicottero "di soccorso" e poi invece bastano pochi minuti per scoprire che era sufficiente mandare una barca? Magari come quella in attesa vista al punto 3 ? O come quella che si vede GIA' VICINISSIMA in un secondo filmato (v. sotto)?
Gli immigrati, in buone condizioni, sono stati poi trasferiti nel centro di identificazione ed espulsione di Crotone.

8.
Se si è trattato di una messinscena, è avvenuta usando come comparse 35 esseri umani, di cui 3 bambini.

E' un dubbio grave, segnalatoci da un visitatore e che ci pare fondato. Per questo abbiamo chiesto una risposta.

Perchè questa scheda è nella sezione MITI, EROI E DEMONI, che si riferisce alla rappresentazione del potere ?

Perchè il Potere non è solo quello con una faccia: il solito Berlusconi, i soliti nomi, i soliti 'vip', eccetera. Il Potere, l'esercizio di un'autorità, può benissimo essere anonimo, gestito diffusamente... specie in una società di massa che costruisce il mito dello Stato come un'entità astratta, asessuata, con interessi esclusivamente volti al bene comune (e non anche, ad esempio, a quelli di coloro che in qualunque modo lo costituiscono fisicamente).

Tutti gli aggregati umani possono esprimere o gestire un potere e non a caso -ad esempio- in parallelo a quella della Casta politica, proprio tra i tanti corpi armati dello Stato si è scatenata una vera gara alla 'visibilità'. Abbiamo già accennato (scheda A.4.02 SICUREZZA GARANTITA?) non solo ai tanti piccoli esibizionismi quotidiani, ma in fondo alla scheda abbiamo fatto notare come essi si colleghino alla gara per ottenere una fiction in tv. Cioè una serie di filmati apparentemente di fiction ma destinati in realtà a promuovere l'immagine dei 'corpi' (segmenti di apparato) che ne sono protagonisti. Siamo ormai alla fiction di Stato, perlopiù sui media informativi di Stato per promuovere segmenti di Stato. O Casta, o burocrazia, o Palazzo, o come ognuno ritiene di chiamarla.

Insistiamo anche sul fatto che per molti aspetti il confine tra fiction e realtà è saltato. Sempre più spesso filmati girati da agenti sui luoghi di delitti o eventi, finiscono poi direttamente nei telegiornali come veline audiovisive.
E anche in questo caso potrebbe essere successo che la Guardia Costiera (già protagonista della fiction Gente di Mare) abbia fornito alla tv di Stato il materiale-velina che la stessa ha rigirato al pubblico come prodotto "giornalistico" senza specificarne la provenienza e la fonte. Dunque il legame tra la fonte e i fatti di cui essa stessa è protagonista.

Potrebbe. Non lo sappiamo. Pubblichiamo questa scheda anche per chiederlo.

Innanzitutto chiediamo di sapere chi ha realizzato quel filmato. E come.

Marco Reis

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Questo è il testo della nostra mail al TG1 e alla Guardia Costiera.
Di seguito, se arriveranno, pubblicheremo le risposte.

-        Alla redazione del Tg1 - Roma - (tg1.sdr@rai.it)
-        All'Ufficio di Comunicazione della Guardia Costiera - Roma - (press@guardiacostiera.it)
Egregi colleghi e signori,
vi segnaliamo che sul nostro sito www.malainformazione.it, e segnatamente nella scheda B.3.04 ("Salvataggio o disgustosa messinscena?"), abbiamo illustrato e commentato un recente servizio del TG1 delle ore 20 che ha per protagonista la Guardia Costiera.
Nella scheda l'autore pone esplicitamente alcune gravi domande pubbliche in merito. Ci pare doveroso segnalarvi questa pubblicazione, eventualmente anche per ospitare vostre risposte.
Cordialmente,
La Redazione di www.malainformazione.it  (15 settembre 2009)

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Avvertiremo gli abbonati alla Newsletter dell'arrivo di eventuali risposte. Per essere avvertiti: iscriversi in home page.
AGGIORNAMENTO 1 - Questa è la ricevuta di ricezione da parte della Segreteria di redazione del TG1. Il nostro messaggio è stato letto alle 20:29 del 15 settembre.
AGGIORNAMENTO 2 - 17 SETTEMBRE - Questa è la ricevuta di ricezione da parte della Guardia Costiera. Il nostro messaggio è stato letto alle 11:38 del 17 settembre.
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AGGIORNAMENTO 3 - 18 SETTEMBRE - La nostra email continua a rimbalzare tra i nostri interlocutori. Questa, ad esempio, è la ricevuta che ci arriva dal comandante Massimo Maccheroni, caporedattore della Rivista della Guardia Costiera. Data: 18 settembre, ore 14:48
AGGIORNAMENTO 4 - 1 OTTOBRE
INTERROGAZIONE ALLA CAMERA

- Ancora 'rimbalzi' tra i nostri interlocutori (ogni tanto ci arrivano le ricevute di consegna della mail, che avevamo inserito in automatico), e nessuna loro risposta.

In compenso della vicenda si è occupato l'on. Luigi Bobba (foto), che ha rivolto una interrogazione parlamentare urgente a risposta scritta ai vertici della Rai.

La pubblichiamo integralmente (clic sull'immagine a destra per leggerla): pensiamo che a questo punto, prima o poi i nostri dubbi saranno fugati.
AGGIORNAMENTO 5 - 12 0TTOBRE 2009
OVVERO: QUANDO LA REALTA' SUPERA LA FANTASIA...
Domenica 11 abbiamo ricevuto questo commento (SOPRA) su un errore che abbiamo compiuto nell'ipotizzare un secondo elicottero: sarebbe stato un carabiniere in alto sulla costa. Le cui riprese sarebbero dunque confluite in quelle fatte dall'elicottero di 'salvataggio', quindi montate da qualcuno e infine inoltrate alla Rai, la quale le avrebbe infine  presentate come un proprio servizio giornalistico... All'utente di You Tube, lukehotsm, evidentemente ben informato, abbiamo chiesto lumi.

Interessante è che lukehotsm ha da poco aperto un canale (FOTO A DESTRA e linkato qui), che al momento ha un solo filmato, prodotto e firmato dalla Guardia Costiera, la quale, tra il personale indispensabile ai salvataggi include anche il video-operatore.
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Ma l'incredibile è che, grazie alla segnalazione, abbiamo potuto ritrovare su You Tube un altro straordinario filmato sul 'salvataggio' in questione...

Vi raccomandiamo di andare a vederlo, cliccando qui: stavolta è firmato direttamente dalla Guardia Costiera ma è stato pubblicato il 12 settembre da un altro utente: opsacremona, che è questa organizzazione di volontari del salvataggio (alla quale pure ci siamo rivolti per avere chiarimenti).

Il filmato è leggermente diverso da quello mandato in onda: qui si ha una buona visione della assoluta calma di mare, anche qui per un attimo appare la costa vicina ("a 30 metri dalla barca" e non più a 50), MA FIN DALL'INIZIO, PRIMA CHE IL SOCCORRITORE SI LANCI DALL'ELICOTTERO, PER UN ATTIMO APPARE ANCHE UNA IMBARCAZIONE DI SALVATAGGIO, IN POSIZIONE A CIRCA 15 METRI DALLA BARCA DEI MIGRANTI.
CLIC SULLA FOTO PER INGRANDIRE - CLIC QUI PER IL FILMATO
Noi continuiamo a sperare in una spiegazione diversa dai nostri timori e aspettiamo fiduciosi una risposta da Rai e Guardia Costiera: se non a noi -semplici cittadini-  almeno al parlamentare che li ha interpellati.

Non abbiamo commenti ma vi segnaliamo il commento di un utente a quel filmato. Ci pare rappresentativo del vero scopo promozionale di queste... rappresentazioni filmiche.
AGGIORNAMENTO 6 - 20 0TTOBRE 2009
PRIMA AMMISSIONE RAI: UNA VIDEO-VELINA DELLA FONTE INTERESSATA
Il nostro primo dubbio si è dimostrato esatto.
Rispondendo all'On. Bobba la Rai ammette di aver trasmesso una video-velina presentandola come proprio servizio.

Se il 'soccorso' era vero sappiamo ora che in Italia abbiamo gli equipaggi di soccorso... con troupe tv: si salva una persona in meno per far spazio al cameraman.
Se era falso, la Rai trasmette "con la massima fiducia". E i bimbi piangenti vanno in onda in spregio alla 'Carta di Treviso'.

Il parlamentare ci ha preannunciato che chiederà chiarimenti alla Guardia Costiera.

INTERROGAZIONE
Oggetto: On.le Luigi Bobba su servizio del TG1 (vs prot. n. 551)

In riferimento ai queiti formulati, si precisa che il TG1, nel servizio mandato in onda il 9 settembre 2009 nel corso dell'edizione delle 20.00, ha utilizzato esclusivamente materiale girato dalla Guardia Costiera, e sempre dagli uffici della Guardia Costiera sono state attinte le informazioni per la realizzazione del servizio.
Si sottolinea, inoltre, che si tratta, come è ovvio, di fonte istituzionale degna della massima fiducia.
Direzione Relazioni Istituzionali Rai - Roma, 18 ottobre 2009
CLIC SULL'IMMAGINE PER INGRANDIRE
AGGIORNAMENTO 7 - 28 0TTOBRE 2009
LA RAI GLISSA ? L'ON. BOBBA INSISTE E CHIEDE AL GOVERNO...
La Rai sfugge? Ammette di aver mandato in onda un filmato altrui senza nessuna verifica da altre fonti, ma scarica la responsabilità su chi l'ha prodotto?
Già questa ammissione è impressionante, ed è impressionante che il TG1 sfugga a una Carta fondamentale per i giornalisti: la 'Carta di Treviso', che tutela i bambini, e che non consente di trasmettere immagini di bimbi saventati e piangenti in quel contesto molto dubbio.

L'onorevole Bobba però insiste e, come preannunciato, ha stilato una nuova interrogazione: stavolta al governo, sulla Guardia Costiera.

Ecco, a destra, uno stralcio delle sue domande.
Interrogazione a risposta in Commissione:
al Ministro dell'interno, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.
- Per sapere (...)
- come mai non siano state ancora chiarite le dinamiche dei fatti di cui in premessa e non siano state smentite le ipotesi di messinscena pubblicate sul sito www.malainformazione.it;
- chi abbia materialmente realizzato il servizio filmato trasmesso in data 9 settembre 2009 e quali mezzi pubblici siano stati utilizzati per effettuare il presunto salvataggio e per filmarlo;
- per quale motivo la Guardia Costiera completi gli equipaggi incaricati dei soccorsi con troupes o quantomeno cameraman televisivi, con evidente sottrazione di spazio vitale, sui propri velivoli, agli eventuali soggetti in pericolo e da salvare;
- a che titolo la Guardia costiera ha pubblicamente diffuso le immagini dei volti di bambini piangenti e spaventati, disattendendo la Carta di Treviso;
- se non si ritenga opportuno verificare le dinamiche del salvataggio, della realizzazione del servizio e quali siano le eventuali implicazioni della Guardia costiera in questa vicenda.

On.le Luigi Bobba

.
Il vostro sito si chiama "Malainformazione". Attenti a non essere voi quelli che informate male. Rischiate inoltre di offendere e diffamare persone oneste e serie, che possono trovare intollerabili le insinuazioni e le offese contenute nelle vostre analisi e interpretazioni di un servizio su un drammatico fatto di cronaca.
Nel servizio in oggetto, come sempre nel mio lavoro, ho usato il massimo della serietà e della coscienza, consapevole della delicatezza dell'argomento; ho effettuato verifiche e parlato con i soccorritori, ho chiesto e ottenuto risposte esaurienti su tutto ciò che c'era da sapere e chiarire su quel salvataggio. Nella realizzazione del servizio  ho raccontato ciò che era avvenuto secondo le fonti più che credibili ed attendibili che avevo ascoltato, ma non credevo certo di dover giustificare l'operato di nessuno, quindi non ho ritenuto opportuno riferire nel dettaglio le ragioni (squisitamente tecniche ed operative, e che mi sono state spiegate) delle modalità di intervento dei soccorritori. Mi sarebbe sembrato veramente troppo (e onestamente non mi è nemmeno venuto in mente) dover offrire garanzie sul fatto che i bambini non erano figuranti, o che quella non era una messinscena,  o che le lacrime e lo spavento dei bambini non fossero stati "organizzati" per esaltare il coraggio o la bravura di qualcuno.
Come tutti i giornalisti fanno, e io ho fatto per quel servizio, potevate anche voi informarvi. Bastava chiamare il centralino della rai e chiedere della redazione cronaca del tg1,  e poi di me o del mio caporedattore. (noi abbiamo inutilmente scritto, ndr) Vi avremmo spiegato la differenza tra una velina e una fonte qualificata. E forse, parlando, avreste convenuto con noi che la malainformazione è anche quella che insinua e diffonde il dubbio, che fa nomi e cognomi e li diffama su internet, che agita il vessillo della libera informazione e in nome di questa crede di potersi permettere tutto. Ma proprio tutto.
Laura Mambelli

AGGIORNAMENTO 8 - 6 NOVEMBRE 2009
LA GIORNALISTA CI SCRIVE PERCHE' SI RITIENE DANNEGGIATA
La collega autrice del servizio ci ha scritto la mail qui accanto. Ad essa è seguito uno scambio di mail e un colloquio telefonico, che sostanzialmente ricalcano i contenuti qui espressi, unitamente alla nostra intenzione di proseguire negli aggiornamenti fino a che non avremo risposte esaurienti (ora dalla Guardia Costiera, interpellata dall'on. Bobba).

Abbiamo detto alla collega che riconosciamo il suo pieno diritto tutelarsi se si ritiene diffamata, mentre noi riteniamo di aver analizzato il fatto ancor prima che la sua rappresentazione giornalistica; e riteniamo di non aver in nessun punto messo in discussione la sua buona fede: ripetiamo che il nostro dubbio è sui FATTI, che peraltro lei stessa ha conosciuto indirettamente, e solo dalla fonte interessata.

La sostanziale differenza di vedute è solo professionale: noi consideriamo 'veline' i prodotti informativi provenienti direttamente da una parte non giornalistica e trasmessi al lettore-spettatore senza avvertirlo. Questo genere di filmati (non certo per volontà di una singola collega) sono ormai parte integrante da anni della informazione televisiva e non. A nostro giudizio questo è un malcostume diffuso, che oltretutto trasforma i media in passacarte. E non ha a che fare -ripetiamo ancora- con l'onestà di giornalisti che lo vivono ormai come una prassi consolidata.
Per questo l'altra differenza è che noi NON pensiamo che si possa definire (e accettare senza verifiche indipendenti) come  fonte qualificata una fonte comunque interessata.


Aggiungiamo un'immagine satellitare (da Google Maps) di Capo Bruzzano, cioè del punto di costa in cui è avvenuto l'episodio. Ci è stata segnalata da un visitatore calabrese, che ringraziamo: noi vi abbiamo sovrapposto un fotogramma dei filmati.
Caso vuole che -se questo è precisamente il luogo dell'evento- circa nello stesso punto della barca "incagliata" dei migranti si vede un motoscafo in normale navigazione. Nè paiono esservi scogli che potevano impedire l'intervento immediato della imbarcazione vista ferma a pochi metri dalla barca dei migranti, e intervenuta per tutti gli altri solo dopo il prelievo elicotteristico di 3 bambini spaventati.
AGGIORNAMENTO:
6 NOVEMBRE 2009
(vedi in fondo alla scheda)