



MINIMIZZAZIONI DEI FATTI
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La bomba è "artigianale", "rudimentale"
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TUTTE le bombe e le cinture esplosive degli attentatori suicidi sono "artigianali", essendo prodotte non da grandi industrie militari ma da una miriade di organizzazioni terroristiche, più o meno strutturate. Andare organizzativamente 'verso il basso' non significa uscire dall'area del terrorismo: è la base operativa diffusa del terrorismo, gestita 'a piramide' da più organizzazioni centrali.
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Pochi danni: "un militare ferito lievemente", "lievi ferite per uno dei soldati"
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Fin dall'inizio si sa che è esplosa solo una parte dell'ordigno, che invece era di ben più alto potenziale. Questi errori di fabbricazione sono frequenti, soprattutto per la CRESCENTE DIFFUSIONE delle cellule terroriste dette "in franchising".
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Mai "terrorista". E poi attenzione... alla salute dell'attentatore: "grave un libanese di 35 anni"
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Un esempio di rimozione: non compare mai la parola "terrorista"; il terrorista è "un libico", "il nordafricano", ecc. Al massimo "l'attentatore". E c'è tempo e spazio nei titoli per portare l'attenzione non sulla gravità dell'episodio, ma... sulla salute dell'attentatore.
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MINIMIZZAZIONE DELLE VALUTAZIONI
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"Smentito il riferimento all'Afghanistan" (2), "Smentito che abbia gridato frasi contro l'impegno italiano in Afghanistan"
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L'attentatore ha gridato in arabo. I militari di guardia hanno colto una parola 'Afghanistan', ed è infatti questa la voce che corre subito. Chi... traduce, DOPO? (Infatti dopo 2 giorni le grida sono confermate dal ministro Maroni)
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"Rutelli: Un caso isolato"
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In realtà l'on. Rutelli (presidente del Copasir) ha anche subito ricordato che quella caserma era già nel mirino di altri terroristi (v. sotto), e ha anche avvertito: "C'erano segnali". Quella estrapolazione delle sue dichiarazioni è più che parziale: distorce verso la minimizzazione.
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Rimozione 2: non si capisce neppure perchè un musulmano tenti di far saltare una caserma; infatti è "Giallo sul movente" !
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Non solo Rutelli, ma in tutti gli archivi dei giornali c'è la memoria di intercettazioni precedenti, e di due aspiranti terroristi marocchini che avevano già in programma un attentato alla stessa caserma. E' un PRECEDENTE SPECIFICO che non può lasciare dubbi sul fatto che quello è un obiettivo terroristico di un'organizzazione che può usare molti manovali in tempi diversi.
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AGGIORNAMENTO
DEL 15 OTTOBRE 2009
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NON SOLO FANATIZZAZIONE - Stralcio da un articolo sul Corriere della Sera online:
"(...) Lei (la moglie italiana di Mohamed Game, ndr) era ai margini. Sopportava rassegnata. Game era molto attento a non farle sapere niente. A qualche amica, Giovanna ha confidato: «Pensava solo ai suoi figli». Come dire che lei non contava nulla. Da un anno Mohamed era anche prostrato dalla miseria e dai debiti, chiedeva aiuto. Simile, in questo, all’identikit dello shahid (martire suicida, ndr) in Medio Oriente: senza lavoro, umiliato dalla povertà, si fa esplodere anche con la promessa di un aiuto economico per la famiglia. Morire da martire per l’islam. E lasciare qualcosa a chi resta".
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AGGIORNAMENTO
DEL 16 OTTOBRE 2009
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UNA GROSSA RETE DI COMPLICITA' PER 'ACCREDITARSI' - Stralcio da un articolo de La Stampa:
Titolo: La cellula dei tre arrestati potrebbe essere più estesa e pronta a legarsi con Al Qaeda / Nel Bresciano società fantasma che duravano sei mesi / Servivano per fare entrare in Italia radicali islamici
"(…) Una delle sorprese di questa indagine arriva ad esempio da Brescia dove un'inchiesta ha messo in luce come Mohamed Israfel - l'altro libico finito a San Vittore - era entrato in Italia grazie a un finto permesso di lavoro. Israfael era infatti arrivato da noi nel 2004 chiamato da un piccola società di giardinaggio gestita da un egiziano. Peccato che la società sia rimasta aperta dal marzo al novembre del 2004 per poi svanire nel nulla. La Procura bresciana accortasi del proliferare di queste aziende che chiamavano dall'estero moltissimi stranieri del mondo arabo, ha voluto vederci chiaro scoprendo che su 50 società monitorate, 48 erano gestite da egiziani e la quasi totalità rimaneva in vita non più di qualche mese, dai 4 ai 6 generalmente, giusto per inoltrare all'ufficio provinciale del lavoro e alla procura di Brescia finte richieste di assunzione di qualche connazionale e poi sparire. (…) Insomma, il sospetto che sta facendosi strada tra gli inquirenti è che la "cellula" di via Tucidite non fosse solo composta dai tre arrestati nelle prime 24 ore dopo l'attentato alla caserma di via Perrucchetti ma potesse contare su una rete di relazioni più vasta e si preparasse a grandi imprese forse per "accreditarsi" verso organizzazioni qaediste. In fondo era già successo anche per alcune formazioni del terrorismo nostrano negli anni '70 (…)".
Scala di valori di 'notiziabilità': l'articolo è infilato solo a pagina 23
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AGGIORNAMENTO
DEL 19 OTTOBRE 2009
Clic sulla foto per leggere l'articolo
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COME SI RECLUTA E MANDA AL SUICIDIO IL POVERACCIO - Dal Corriere della Sera:
"(...)Un particolare che oggi sembra importante, perché una delle domande fondamentali a cui dovrà rispondere l'inchiesta è: chi ha convinto Game a diventare un martire? Il kamikaze della caserma Perrucchetti, fino a sei mesi fa, non era neppure religioso. E negli ultimi tempi un tracollo economico e gravi problemi di salute l'avevano portato a una profonda frustrazione. Uno dei «manuali» della jihad che circola in Internet spiega: «Se conosci qualcuno di giovane — uno, due o più — nel tuo quartiere, nella moschea o all'università, che è entusiasta (della causa, ndr) – forma insieme a lui (o a loro, ndr) la cellula». Due giorni fa Game, uno dei giovani del gruppo, ha compiuto 35 anni nel suo letto d'ospedale. Kol (ndr - l'organizzatore) di anni ne ha 52.(...)"
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