Canzona è vivo e lotta insieme a noi

Scheda B.4.05 - Inserimento: 30.12.2009 - Autore: m.r.
Vi ricordate l'avvocato romano Giacinto Canzona (e la sua gentile collega Anna Orecchioni) ?

Gli abbiamo dedicato due intere schede, per raccontare le bufale spassose che propina ai giornali. Magari intercalate a notizie vere, e probabilmente con lo scopo di crearsi una notorietà personale, questo avvocato ha scoperto come "andare sui giornali".

Noi stessi (lo precisiamo e sottolineiamo al lettore) non riusciamo a verificarle tutte, ma ai nostri fini ciò è secondario: anche una 'notizia' senza dettagli controllabili non dovrebbe essere accettata e rilanciata dal sistema informativo, che come primo dovere ha quello della verifica.

Per questo la divertentissima storia di questa "fonte informativa" è sempre più seria, e mette sempre più a nudo alcune delle peggiori malattie del sistema mediatico italiano. A cominciare da due errori di capitale importanza, che letteralmente minano alle fondamenta la professione giornalistica:

1- La mancanza di verifica diretta da parte del singolo giornalista, e

2- Il trionfo del Copincollismo

Non è finita. Adesso emerge un terzo fattore:

3- Una disarmante mancanza di memoria professionale



L'AVVOCATO RISORGE E METTE IN CRISI L'INTERO SISTEMA MEDIATICO
I giorni e le settimane successive alla scoperta della bufala della cicciona devono essere stati un momentaccio.

Abituato a lanciare dalle 50 alle 100 notizie e bufale all'anno con grandi riscontri sui media nazionali e internazionali, Canzona sembrava ridotto a trovare rara ospitalità solo in piccole testate di provincia, o siti poco noti...



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1 - QUI HA COMINCIATO A ESSERE SCOPERTO
Da anni l'avvocato romano Giacinto Canzona passa ai media grandi quantità di 'notizie' e bufale molto carine, che regolarmente vengono pubblicate con grande evidenza. Quest'estate la sua ultima serie ha fatto insospettire il quotidiano dei vescovi, L'Avvenire, per via di una sequenza ridicola di bufale con protagonisti dei religiosi: le suore che corrono a 180 all'ora per andare dal Papa ferito, il prete ubriaco per il vin santo di 4 messe consecutive, e così via.

A luglio, insomma, il formidabile Metodo Canzona per l'Auto-pubblicità ha cominciato a vacillare...    :-)
2 - ...E QUI SEMBRAVA ORMAI MORTO
Spinto probabilmente a recuperare credibilità, a fine agosto il duo Canzona-Orecchioni ha commesso un errore: pur proponendo una bufala bellissima e di grande attualità (una cicciona non ammessa su un volo se non con un supplemento di biglietto), ha fornito troppi dettagli. Il nome della donna (esistente, ma probabilmente complice nel gioco) e soprattutto il nome della compagnia aerea (Easyjet) e dell'aeroporto (quello di Bari). Peccato che l'amministratore delegato dello scalo ha fatto svolgere una completa inchiesta interna, con tanto di analisi dei video di sicurezza, fino a scoprire che si trattava di una bufala purissima.

Il contraccolpo è parso letale per l'avvocato. La smentita dell'aeroporto non ha avuto la stessa diffusione, ma ha girato nelle redazioni (a cominciare dall'Ansa). Canzona è parso un uomo morto: quando mai potrà trovare di nuovo dei media che gli credono?    :-)
La segnalazione per realizzare questa scheda ci è giunta dall'amico Antonello Tomanelli, autore del sito Difesa dell'informazione. Ringraziamo lui e tutti i visitatori che ci aiutano con questi suggerimenti.
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3 - INVECE, PIAN PIANO, CON LA COSTANZA DEI FORTI, CANZONA RISORGE DALLE CENERI
Quotidiano della Calabria
21 novembre 2009
(Trattoi da Agenzia AGI; anche su Blitz Quotidiano)
Agenzia AGI
26 novembre 2009
(Ripreso da Corriere Fiorentino, Il Giorno, Diario del web...)
Agenzia AGI
4 dicembre 2009
(Ripreso da Tiscali Notizie, Gazzetta del Mezzogiorno, Gatto&Gatti...)
La Voce d'Italia
19 dicembre 2009
(Tratto da Agenzia AGI, ripreso da TGCOM, Blitz Quotidiano...)
Contenuto: storia ambientata a Roma e a Paola (Cosenza): un 85enne pubblica su Facebook dettagli piccanti sulla vita della nuova, con rottura del matrimonio e querele finali. (Remake della storia della suora con foto in costume da bagno su Facebook)
Contenuto: storia ambientata a Firenze. Maturi coniugi improvvisamente si separano; la moglie scopre che il marito fa la bella vita perchè ha vinto una grossa cifra al Superenalotto del 20 agosto. La donna si rivolge ai legali per chiedere "la sua giusta parte".
Contenuto: storia ambientata a Roma. Anziana benestante muore sola e lascia i suoi beni, per un valore di 10 milioni di euro, al gatto Tommasino ("trovato tempo fa vicino a un cassonetto"). Avvocati incaricati di essere gli esecutori testamentari.
Contenuto: Chieti, ingegnere latin-lover fa sesso in modo rumoroso e con molte donne diverse. Una anziana vicina lo denuncia con l'aiuto di "avvocati specializzati in cause assurde". Avvocati difensori: Canzona e Orecchioni, non meno esperti di cause assurde. :-)
Agenzia AGI
7 dicembre 2009
Contenuto: storia ambientata a Campobasso. Nuora parla male della suocera, definendola "vecchia befana invadente" su Facebook. Marito difende la madre e finisce in divorzio. Le 'notizie' ambientate su Facebook sono numerose.
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4 - E BABBO NATALE FINALMENTE PORTA IL MERITATO PREMIO: IL RITORNO SUI 'GRANDI MEDIA'
'Chi la dura, la vince': e così Canzona (e la sua gentile collega) sono riusciti a tornare in auge: complice l'insistenza smemorata dell'Agenzia AGI, i 'grandi media' hanno impiegato circa 4 mesi a dimenticarsi la qualità della fonte.

In realtà la faccenda -ripetiamo l'avviso- è più complessa: parte di queste sono notizie vere. Ad esempio, almeno in un caso (questo) Canzona si è fatto vivo con una storia dettagliata e verificabile; ma qui è successo di peggio: tutti i dati di una ragazzina disabile sono stati pubblicati. Con tanti saluti alla Carta di Treviso che protegge l'identità dei bambini. E' paradossale: una rara volta che la fonte dà i dettagli... si pubblica ciò che non si dovrebbe.

PERCHE' TIFIAMO PER CANZONA, E PERCHE' QUESTA STORIA E' AFFASCINANTE
Ma la domanda è: perchè il sistema mediatico è così perforabile?

Abbiamo detto: (1) innanzitutto perchè ormai la basilare verifica delle 'notizie' è diventata un optional, affiancato dal fatto (2) che il web ha moltiplicato il fenomeno del Copincollismo: come vedete anche qui sopra, 'pubblicare una notizia' è diventato semplicemente copincollarla in un altro monitor, sotto l'egida apparente di un'altra testata e (3) -mancanza altrettanto fondamentale- non citando la fonte originaria.

In questa scheda abbiamo anche aggiunto che (4) la mancanza di memoria professionale (parte integrante di una capacità professionale compiuta), e dunque la superficialità, è semplicemente stucchevole. Addirittura abbiamo trovato una testata web che  a luglio lamenta il fatto che il mondo dell'informazione non si accorge del duo Canzona-Orecchioni, e dopo pochi giorni ricomincia tranquilla a pubblicare come vere quelle stesse bufale... fino al punto di pubblicarle integralmente ma col punto interrogativo. Il che è come dire: 'io copincollo, e tu, lettore, vai a verificare...'.

Ma queste spiegazioni non ci bastano ancora.

L'idea che ci siamo fatti è che, in redazioni in cui a scarpinare per trovare le notizie sono sempre meno, e 'stare al desk' sono sempre più... e dove la 'realtà' si affaccia in modo sempre più massivo sotto forma di comunicati stampa, allora -pensiamo- la realtà digitale e cartacea dei comunicati sostituisce sempre più la realtà vera che c'è là fuori.

In fondo, Canzona non fa altro che mandare una email o un fax con la sua carta intestata, o qualche telefonata. Un comunicato, il credito minimo dovuto a uno studio legale, a volte una verifica molto superficiale, e il gioco è fatto: appena le bufale passano da una delle porte di ingresso (un'Agenzia), dato che a valle non ci sono più filtri e verifiche, diventano 'notizie' e si diffondono a macchia d'olio.

E forse c'è altro ancora, non meno importante. Queste bufale non hanno pretese. Sono lontane dal Palazzo. Raccontano illusoriamente una vita quotidiana ricca di spunti, che è esattamente ciò che manca nei media, inginocchiati di fronte alla Casta fino al punto di definire "gente comune" i loro stessi lettori.

Ma il fatto è che queste bufale sono prodotte con successo secondo parametri di notiziabilità molto interessanti: vicende paradossali su ingredienti semplici, e soprattutto pseudo vicende che rispondono bene a una visione vittimista del vivere. Le suore multate, gli autovelox, i divorzi quasi involontari, il prete (e l'imam) involontariamente ubriaco, la cicciona respinta, eccetera, altro non sono se non vittime di circostanze esterne o fortuite. Icone senza nome, vittime 'comuni' nelle quali tutti possiamo immedesimarci.

Insomma: Canzona entra dalla prima porta aperta che trova, e poi dilaga non solo perchè il 'sistema' fa acqua da tutte le parti, ma anche perchè racconta innanzitutto favole di ordinario vittimismo quotidiano. Il che, a ben pensarci, è uno dei capisaldi psicologici (e ideologici !) essenziali della cultura e della mainstream mediatica del 'politicamente corretto'.

A modo loro, gli intellettuali del Luther Blisset attaccavano il potere mediatico. A modo loro denudavano il Re.
Canzona invece lo usa, ci gioca, e con una facilità disarmante. Sembra che dica "vuoi scemenze? Eccole...".
Per questo facciamo il tifo per lui.   :-)

Marco Reis
info@malainformazione.it










Quando, a luglio, pochi mesi dopo la creazione del sito, abbiamo visto la bufala delle suore a 180 all'ora, e altre che la precedevano, ci abbiamo messo poco a scrivere che "Questa è la più incredibile débacle del giornalismo italiano".

Era evidente: se il 'sistema' è così facilmente perforabile da baggianate a raffica, la faccenda è grave. Figuriamoci se lo pensiamo ora, dopo aver constatato lo tsunami di bufale Made in Canzona pubblicate su tutti i media nell'arco di questi mesi.

Stiamo parlando del sistema informativo, non dell'avvocato Giacinto Canzona e della sua gentile collega. I quali, per motivi pubblicitari o di altra natura, e forse inconsapevolmente, da anni stanno letteralmente giocando col mondo dell'informazione esattamente come fecero -consapevolmente ma molto più modestamente- gli intellettuali che intestarono la loro iniziativa a Luther Blisset.

In particolare in Italia, questa intestata a Blissett fu una provocazione "per denunciare la superficialità e la malafede del sistema mass-mediatico", ma la decina di beffe ai giornali ordite dagli intelletuali del progetto, scompare di fronte alla strepitosa massa di storie dell'avvocato romano. Per il quale -lo diciamo apertamente- noi facciamo il tifo.






La 'fotografia' di Luther Blissett. Clic sull'immagine per visitare la scheda su Wikipedia.
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