QUANDO SI RIPETERA' LA BUFALA PANDEMICA ?
ECCO LE NOSTRE PREVISIONI, CON UN PIZZICO DI IRONIA
Entro gennaio-febbraio, e comunque al massimo entro marzo (cioè al massimo entro la primavera), il Giornalista Collettivo andrà necessariamente a sbattere contro la realtà: la pandemia è stata la solita influenza, e anzi meno forte del solito. Esattamente come previsto dagli esperti.
Nel 2006-2007, con la 'Aviaria', il contraccolpo di apparente sorpresa fu alquanto forte, ed è probabile che questo si ripeta con la soperta che la 'Suina' non era un problema. Con il contraccolpo si ripeteranno comunque (1) la spinta dietrologica dell'attribuire le colpe alle multinazionali farmaceutiche (che, certo, l'affare l'hanno fatto, ma che difficilmente avrebbero potuto inventarsi una regia del genere su scala planetaria), e (2) lo sviamento delle proprie responsabilità, con la colpevolizzazione della "gente comune" che si spaventa troppo.
In funzione della intensità di questo contraccolpo non sarà difficile prevedere la prossima... pandemia giornalistica. Difficilmente si ripeterà immediatamente a settembre 2010: la nostra previsione è che l'ondata di paura mediatica si ripeterà nel 2011. Pensiamo cioè che nel 2010 non mancheranno i tentativi di riprovarci, ma probabilmente il 'sistema' non scatterà con l'intensità attuale, perchè sarà troppo fresca la consapevolezza del pericolo di ripetere la bufala attuale. Al massimo l'ondata di nuova paura mediatica slitterà al 2012, SE (e ripetiemo: se) il contraccolpo-sorpresa sarà particolarmente forte.
In altri termini, la nostra attuale previsione è: 10% di ripetizione di un'altra 'pandemia mediatica' nel 2010, 70% nel 2011, e 20% nel 2012. (Il nome -suina, australiana, congolese...- naturalmente è del tutto indifferente).
Ma di cosa stiamo parlando, insomma? Stiamo pretendendo di fare una specie di oroscopo epidemiologico?
No. Nessun virus: stiamo parlando di folate 'informative'.
L'opinione che ci stiamo formando -e che qui iniziamo a esprimere- è che questi cicli di paura mediatica planetaria sono fisiologici. Alimentare la paura nei grandi corpi sociali è una delle strategie di quello che noi chiamiamo 'sistema mediatico' e che altri (forse più propriamente) chiamano Giornalista Collettivo.
Alimentare la paura (le paure: non dimentichiamo il 'riscaldamento globale', innanzitutto ma non solo) serve. Serve a spingere il cittadino trasformato in 'utente' sempre più sotto l'ombrello protettivo di una Oms che lo 'tuteli'.
Alimentare la paura serve a rafforzare il potere. Ed è un compito basilare per i suoi cantori.
E se infatti qualcuno di loro proverà a giustificarsi con la storia delle multinazionali, non sarà difficile chiedergli: "Ma proprio tu... non eri quello che diceva di essere il mio eroico cane da guardia?"
:-)
m.r.