Ma è l'Intifada o il Circo Togni ?
Scheda A.4.04 - Inserimento: 11.2010
1. MA CHE STRANO POSTO PER LANCIARE PIETRE...
La Stampa, 8 novembre 2010, pagina 15: grazie alla segnalazione di Informazione Corretta facciamo caso alla pagina e alla drammatica foto che ne domina   lo spazio centrale. Attenzione anche alla didascalia, che per il solito vizio italiano non reca i dati di base (agenzia, fotografo, luogo, data).

CHIEDIAMO IL TUO AIUTO !
L'unico supporto ci arriva dai visitatori: grazie se ti abboni alla newsletter (in home) e se ci segnali ai tuoi amici. - Ci aiuti inoltre se ci segnali casi di malainformazione, possibilmente su media nazionali e su temi di largo interesse. Scrivici a redazione@malainformazione.it
IN TUTTA LA SCHEDA: CLIC SULLE IMMAGINI PER INGRANDIRE
2. TANTO PER COMINCIARE LA FOTO E' MANIPOLATA CON PHOTOSHOP 3.0
Siamo alle solite: un prodotto di base che parte e circola nel mondo. Qui nelle stesse ore lo vediamo pure in India.

ATTENZIONE: queste due immagini sono già il risultato di una nostra ricerca a base di Google e metadati, di cui parliamo sotto. Si noti subito, però, che di regola i media esteri forniscono didascalie con i dati di base delle immagini.
3. IL GIOVANE EQUILIBRISTA MASCHERATO E' PROPRIO BRAVO
4. FOTOMONTAGGIO ? NO: STAGED PHOTO.  CIOE' MESSINSCENA.
.
Didascalia alla immagine:
Un palestinese lancia pietre verso i militari israeliani camminando sul muro che divide i territori.
Quello di non fornire i dati essenziali della foto, a cominciare dalla fonte, è un malcostume professionale che svilisce il lavoro dei fotogiornalisti.

In più la mancanza di indicazione della fonte è un enorme ostacolo alla verifica.

E non basta: anche il grande pubblico ne subisce le conseguenze, perchè moltissime immagini circolano e ricircolano più facilmente, a distanza anche di anni, spacciate per 'cronaca fresca'.

Però ora il web e vari programmi di facile uso permettono di leggere molte 'informazioni nascoste' nelle immagini (METADATI EXIF). Grazie a queste tools e a un frequentatore del sito specialista in indagini digitali -che ringraziamo sentitamente-, ecco (v. box sopra) alcune informazioni contenute... dentro la foto:

Fonte della foto: Agenzia AFP - Fotografo: Abbas Momani - Data: 5 novembre 2010 - Località: Nilin - Immagine manipolata con Photoshop versione 3.0 - Didascalia: A Palestinian youth stands on top of Israel's separation barrier as he throws stones at Israeli forces (unseen) during a weekly protest in the West Bank village of Nilin on November 5, 2010. In the background the Israeli settlement of  Hashmonaim.

Da qui la PRIMA VERIFICA: la base d'archivio originale: qui, più altri riferimenti (qui), più il fatto che anche questo fotografo arabo è già stato beccato a impostare immagini: qui.
Alcune immagini del muro: nella prima foto a sinistra è al confine tra la striscia di Gaza e l'EGITTO.
Anche i redattori che non conoscono i metadati Exif dovrebbero però conoscere la barriera difensiva eretta da Israele con i territori: circa 730 km di confine, di cui circa 70 di muro. Dopo centinaia di morti per attentati suicidi la barriera ha salvato molte vite.

E il muro per circa il 10% del percorso serve a contrastare i cecchini nelle zone vicine alle case. Perciò il muro è alto 8 metri, salvo tratti limitati. Dalle foto stimiamo uno spessore di 30 cm circa.
Foto e documenti sono facilmente reperibili da fonti indipendenti: qui, qui, ecc.
Ora il fotomontaggio lo facciamo noi: prendiamo la figurina del ragazzo che tira sassi, la proporzioniamo a quella di uno dei soldati nella foto, e lo mettiamo in cima al muro.

Vi pare una situazione drammatica o semplicemente ridicola?
E' impossibile valutare l'entità della manipolazione con Photoshop: possono anche essere solo ritocchi tecnici.
Ma si tratta evidentemente di una messinscena orchestrata.

Grazie ai metadati e alla verifica con le informazioni di base, ecco quello stesso giorno, dalla stessa fonte, vari ragazzi tira-sassi in posizioni assolutamente improbabili:

E ALLA FINE: ECCO QUI L'EQUILIBRISTA

Tra le tante foto staged ecco infine lo stesso ragazzo (con e senza volto coperto) prima impegnato nell'ardua scalata. Poi, probabilmente per scarsa drammaticità delle foto precedenti, immortalato di profilo sul sottile bordo del muro, in un gesto all'atto pratico del tutto improbabile.

Si noti tra l'altro che nessuno, 8 metri sotto, può attestare che sta scagliando sassi "contro militari israeliani (non visibili)", "throws stones at Israeli forces (unseen)", e non a vanvera, solo per prestarsi alla foto.
5. MA INFINE ATTENZIONE ALL'USO STRATEGICO DELLE IMMAGINI
L'uso di bambini e adolescenti per queste rappresentazioni è sistematico (in fondo, lo è la stessa 'Intifada', e in generale la narrazione che nasconde migliaia di terroristi ben inquadrati, usando bambini e civili come scudi umani). Rivedendo le immagini, ora si può immaginare quanti tempi e preparazioni sono occorsi anche in piccoli episodi come questo, per trasformare alcuni ragazzi della via Pal in protagonisti di un vero momento di tensione. Cioè per trasformare una messinscena in cronaca. E per spedirla in tutto il mondo, da La Stampa a India Times...
L'importanza delle immagini a fini propagandistici, e -nei media occidentali- la loro importanza per caricare emotivamente le narrazioni su argomenti di forte valenza ideologica, è evidente anche dal loro uso massivo.

In questo caso, mentre da un lato abbiamo visto una chiara sottovalutazione del ruolo dei fotogiornalisti (in genere mai neppure citati), dall'altro nel prodotto finito l'enfasi al ruolo della grafica e delle immagini è assoluta.

Persino in un quotidiano, normalmente concepito come un regno della parola scritta, in realtà le componenti TESTI / GRAFICA / IMMAGINI ormai normalmente si equivalgono.

Nel caso di questa pagina siamo nell'ordine di un 30% di spazio occupato da ciascuna di queste componenti: notate in bianco i testi, in rosso gli spazi destinati alle foto, e in blu quelli per titoli e richiami grafici o 'brevi' da incastro. Il tutto ruota attorno alla dominante della foto tarocca che occupa quasi il 20% dello spazio, ma impatta ben di più.

Il che indirettamente spiega anche la forte domanda di mercato per immagini emotive e iconiche. Se poi non sono tanto corrispondenti alla realtà, pazienza... :-)
.
.
In cima a un albero, contro un portone e... il cactus non punge?