Dai giochi all’AI: la Cina trasforma i chip di gaming in armi tecnologiche!

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In un contesto caratterizzato da crescenti tensioni commerciali e tecnologiche, diverse aziende cinesi hanno trovato un modo ingegnoso per aggirare le sanzioni imposte dagli Stati Uniti sull’importazione di chip per l’intelligenza artificiale (AI). Si tratta di un’operazione di riciclaggio delle schede grafiche Nvidia utilizzate nei PC da gioco, che si sta svolgendo in un momento critico per la Cina, la quale sta affrontando una significativa carenza di processori di fascia alta a causa delle restrizioni americane.

Le aziende cinesi stanno smontando i chip dalle schede grafiche per riconvertirli in componenti utili per l’AI. Anche se le schede Nvidia, come la GeForce RTX 4090, sono state progettate originariamente per il gaming e vantano una potenza di calcolo elevata, non sono efficienti per i calcoli ad alta precisione necessari per addestrare alcuni modelli linguistici di grandi dimensioni. Tuttavia, la necessità ha spinto a questa soluzione poco convenzionale.

Secondo il Financial Times, un responsabile di una fabbrica cinese ha rivelato che i suoi lavoratori hanno smontato oltre 4.000 schede da gioco Nvidia a dicembre, un numero più che quadruplicato rispetto a novembre. I principali acquirenti di questi componenti riconvertiti sono state imprese pubbliche e piccoli laboratori di intelligenza artificiale, che non avevano accumulato abbastanza chip Nvidia prima dell’entrata in vigore delle nuove restrizioni sulle esportazioni statunitensi.

Queste azioni sono state intraprese in risposta all’aggiornamento delle restrizioni statunitensi di ottobre, fortemente voluto dall’amministrazione Biden, al fine di limitare l’accesso cinese a chip avanzati utili per le scoperte nell’intelligenza artificiale e nei computer sofisticati. Come conseguenza, Nvidia ha presentato versioni meno potenti delle sue schede, che non rientrano nel divieto di esportazione. Tuttavia, i principali fornitori di servizi cloud in Cina, come Alibaba e Tencent, hanno mostrato una preferenza per le versioni più potenti, segnalando una potenziale riduzione delle ordinazioni di chip Nvidia nel 2024.

In questo scenario, aziende cinesi come Huawei, Baidu e Alibaba stanno facendo progressi nello sviluppo dei propri chip AI. Huawei, con il suo Ascend 910B, e Baidu, con il suo piano a lungo termine per la creazione di chip, stanno emergendo come attori chiave. Anche Alibaba, attraverso acquisizioni e iniziative interne, sta sviluppando chip AI competitivi, come l’Hanguang 800.

Questa tendenza evidenzia non solo la resilienza e l’ingegnosità delle aziende cinesi di fronte alle sfide globali, ma anche la crescente competizione nel settore dell’intelligenza artificiale, un campo in cui la supremazia tecnologica è fondamentale. Il riutilizzo dei chip grafici per applicazioni AI non è solo una risposta alle restrizioni, ma rappresenta anche una strategia di lungo termine per ridurre la dipendenza dalla tecnologia estera e rafforzare le capacità interne di innovazione. In questo contesto, il mercato cinese sta accelerando la ricerca e lo sviluppo di alternative indigene, dimostrando una notevole capacità di adattamento e una determinazione a mantenere una posizione di rilievo nel competitivo panorama tecnologico globale.