Il mistero dell’ibogaina: la sostanza vietata che sta cambiando la vita dei veterani per il Ptsd

Ptsd

L’uso dell’ibogaina come terapia per il disturbo da stress post-traumatico (Ptsd) sta offrendo una promettente speranza ai veterani affetti da gravi lesioni cerebrali e sintomi depressivi debilitanti. Questa sostanza psicoattiva, estratta dalla corteccia della radice dell’arbusto africano iboga, sta dimostrando risultati straordinari.

Joe Hudak, un veterano delle Forze Speciali dell’esercito statunitense, ha sperimentato in prima persona le difficoltà del Ptsd dopo aver prestato servizio in diverse zone di guerra. Nonostante le terapie tradizionali non abbiano avuto successo, nel 2015 Hudak ha scoperto un’organizzazione chiamata Veterans Exploring Treatment Solutions, che offre supporto ai militari afflitti da simili condizioni per accedere a terapie basate su sostanze psichedeliche in paesi dove sono legali o non regolamentate. Nel 2022, è stato selezionato per partecipare a uno studio dell’Università di Stanford che mirava a testare l’efficacia dell’ibogaina.

L’ibogaina è una sostanza utilizzata da secoli da tribù africane in cerimonie spirituali e riti di guarigione. Tuttavia, la sua legalità è ancora controversa in molti paesi, compresi gli Stati Uniti.

Nel corso dello studio, Hudak e altri ventinove veterani delle Forze Speciali con lesioni cerebrali traumatiche e sintomi psichiatrici gravi hanno assunto l’ibogaina. I risultati, pubblicati su Nature Medicine, sono stati straordinari. Dopo aver preso la sostanza, i partecipanti hanno sperimentato una riduzione media dell’88% dei sintomi del Ptsd, dell’87% dei sintomi depressivi e dell’81% dei sintomi d’ansia. Ancora più sorprendentemente, gli effetti benefici sono durati almeno un mese.

Questi veterani, che affrontano traumi bellici e lesioni cerebrali, spesso ricevono trattamenti convenzionali come antidepressivi e ansiolitici che non affrontano direttamente le lesioni stesse. L’ibogaina, con i suoi risultati straordinari, offre una nuova speranza per coloro che non hanno risposto ai trattamenti tradizionali.

Questo studio rappresenta un passo avanti nell’utilizzo di composti psichedelici per trattare gravi disturbi mentali. Nel 2019, la Food and Drug Administration degli Stati Uniti ha approvato l’uso della ketamina per la depressione resistente ai farmaci. Più recentemente, è stata presentata una richiesta di approvazione dell’Mdma (comunemente noto come ecstasy) per il trattamento del Ptsd.

Tuttavia, nonostante i risultati promettenti, ci sono ancora molte domande senza risposta. L’articolo esplora come l’ibogaina possa influenzare la salute mentale, ipotizzando che possa aumentare la plasticità cerebrale e influenzare i livelli di una proteina chiave legata alla serotonina. Gli effetti sulla funzione cognitiva rimangono ancora sconosciuti, ma gli scienziati sono determinati a scoprire come questa sostanza agisce.

Nonostante le potenzialità dell’ibogaina nel trattamento di condizioni come il PTSD, permangono preoccupazioni sulla sua sicurezza, in particolare per il suo effetto sul sistema cardiovascolare, poiché il suo consumo può accelerare il ritmo cardiaco, aumentando il rischio di complicazioni, soprattutto in individui con preesistenti condizioni cardiache.